I MESTIERI DELLA PALCO
PROGETTO ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO
TITOLO: I MESTIERI DELLA PALCO
PROGETTO: il teatro professionistico fin dalla sua fondazione nel 1545, anno di costituzione della prima fraterna compagnia, è stata la prima forma di industria dell’intrattenimento, già dagli albori esisteva una suddivisione di ruoli che andavano dalla figura dell’impresario che coincideva con il capo comico, fino ad arrivare ai maestri di candela gli illuminotecnica, passando per attori e scenografi piuttosto che costumisti e addetti alle macchine sceniche nei grandi eventi. Dal 1500 ad oggi la struttura non è cambiata di molto si sono aggiunte sicuramente nuove figure quali, i tecnici del suono, piuttosto che il responsabile di comunicazione e marketing. Il progetto rivolto ai ragazzi delle terze, quarte e quinte del liceo classico mira all’inserimento nel mondo dei mestieri dello spettacolo, alfine di consolidare le conoscenze acquisite a scuola e testare sul campo le attitudini di studentesse e studenti, ad arricchirne la formazione e a orientarne il percorso di studio.
OBIETTIVI: il percorso partendo dalle terze classi del liceo classico, mira a simulare una piccola impresa teatrale che lavori all’allestimento e la distribuzione di una messa in scena. Gli alunni sperimenteranno tutto il processo produttivo della filiera dello spettacolo per poi distribuirlo in eventuali festival o rassegne di teatro ragazzi. Ogni anno verrà scelta un opera sulla quale lavorare in linea con il programma di studio affrontato durante l’anno.
STRUTTURA:
Modulo I: regia e recitazione
Modulo II: Drammaturgia
Modulo III: Marketing e comunicazione
Modulo I: regia e recitazione
L’attore è un artista speciale il cui strumento è il suo corpo e la sua voce, è uno scultore molto specializzato perché scolpisce e manipola la sua creatura dall’interno: il personaggio. In tal senso l’accezione del termine re-citazione è assai limitante e fuorviante per questa antichissima arte che non è semplicemente una vuota e fredda ricitazione di un testo declamato in maniera steriotipiata. Uscire dalla steriotipizzazione, dal clichè, significa smettere di re-citare e concepire questo lavoro in termini di creatività e organicità attraverso una tecnica raffinata che mira all’autenticità. Un’ azione, fisica o vocale che sia, è autentica quando è sincera e la sincerità è la caratteristica fondamentale dell’attore che ci consente di affascinare, co-muovere, se-durre lo spettatore. Fulcro del percorso di studi del LiCoS è la Commedia dell’Arte non intesa solo come genere teatrale ma come bottega d’arte dove la maschera diviene un potente strumento pedagogico per la scoperta delle potenzialità espressive individuali e l’incorporazione dell’artigianato attoriale.Un insegnamento a parte è dedicato allo studio della voce il cui riferimento è il gesto vocale, la voce parla o cantata che sia è intesa come estensione spaziale del corpo tutt’uno col gesto, progettare il gesto significa progettare lo spazio logico, relazionale, fisico in cui il gesto si va a iscrivere e quindi anche la voce.
TRAINING FISICO
- Scomposizione del Movimento
- Pre-riscaldamento
- Potenziamento fasce corporee
- Elementi di Euritmica
- Elementi di plastica fisica
- Studio sugli ideogrammi di Blasis
- Studio sulla composizione(drammaturgia d’attore)
- Il corpo soggetto
- Il corpo e l’oggetto
- Maschera neutra
- Le Azioni fisiche
- Il gesto naturale
- Dalla partitura all’azione fisica
- Scrivere la scena
- Interpretazione del testo drammatico
- Costruzione del personaggio
- Il monologo interiore
- I generi teatrali
- La tragedia
- La umana commedia
- Il teatro di narrazione
TRAINING VOCALE
- Il gesto Vocale
- Potenziamento vocale
- Direzionamento della voce nello spazio
- Studio sulle architetture vocali
- Uso dei risuonatori
- Interplay vocalico
- Glossolalie
- Il canto vibratorio
- Drammaturgia del corpo-voce
ELEMENTI DI REGIA
La nascita della regia, snodo essenziale della storia del teatro, fa del Novecento una delle età d'oro delle arti sceniche e diventa la premessa per qualsiasi riflessione attuale. Ancora oggi il nostro teatro discende da ciò che fu la regia nel corso dei primi trent'anni del secolo scorso. I padri di questa rivoluzione hanno trasformato lo spettacolo in un'opera unitaria, alterato lo spazio scenico, modificato il ruolo dell'attore, creato scuole, trasformato gli edifici, inventato modi di lavorare non solo sulle apparenze esteriori ma anche sull'interiorità dell'attore. È il punto di partenza per una metamorfosi completa della natura stessa del teatro, in concomitanza con trasformazioni altrattanto radicali sul piano sociale, economico, etico. Fino al 1800 vigeva ancora il capocomicato e l’egemonia del grande attore. I Nuovi registi sono contro l’ottocento teatrale dei pochi e piatti spazi, del poco uso delle luci e del troppo legame con il testo. Nel 900 non si vogliono SOLO attori VIVI, ma spettacoli VIVI A TUTTO TONDO. Il grande attore non si muoveva come nel quotidiano, ma con un movimento costruito che faceva entrare in sintonia gli spettatori, aveva grande potenza e rispettava la logica del personaggio incarnando MOLTEPLICITA’ e COMPLESSITA’. La regia sposta la complessità incarnata dai grandi attori su tutta la materia spettacolare, in modo particolare sullo spazio: attori e spazio vanno plasmati come unica materia.
STRUTTURA
Durante gli incontri verranno forniti cenni storici sulla nascita e l’evoluzione della regia europea e sui padri fondatori. Praticamente si lavorerà alle fasi di costruzione di una messinscena teatrale.
- Analisi della drammaturgia
- Idea generale della messinscena
- Stesura di un piano di regia
- Relazione con lo spazio vuoto dell’ascesa
- Interplay regista attore
- Costruzione di una drammaturgia dello spazio
- Composizione e montaggio delle scene
MODULO II: DRAMMATURGIA
Il laboratorio è pensato per promuovere la creatività e il lavoro di gruppo nel campo della scrittura teatrale.
Le proposte individuali e il gioco di squadra trovano un punto di raccordo nel comune intento della messa in scena. E' richiesto di mettersi in gioco personalmente nella fase di improvvisazione al fine di stimolare la scrittura con l'esperienza diretta del corpo nello spazio, dell'attore nella scena.
FASE PRELIMINARE – AMBIENTAZIONE E TEMA
Caso A – Ambientazione data / tema dato Caso B – Libero
Caso A
Alla classe viene data un'ambientazione o un tema. Si chiarisce la differenza tra ambientazione e tema. L'ambientazione e il tema scelti vengono discussi in gruppo. Divisi in sottogruppi si effettuano ricerche su ambientazione e tema. Viene fatto un brainstorming durante il quale ogni partecipante appunterà gli aspetti che ritiene interessanti.
Caso B
Si chiarisce la differenza tra ambientazione e tema con alcuni esempi. Divisi in sottogruppi si effettuano delle ricerche per elaborare una proposta di ambientazione e di tema. Ogni sottogruppo sottopone la propria proposta spiegando motivazioni e suggestioni della propria fatta. La proposta ritenuta più interessante verrà selezionata all'unanimità o attraverso votazione.
FASE 1 – PLOT
TEORIA. Introduzione al Plot: conflitto, azione, obiettivo.
PRATICA. A partire dall'ambientazione e dal tema dati, ogni partecipante propone in forma scritta una storia che vorrebbe veder rappresentata. La storia, in forma più o meno estesa, dovrà contenere chiaramente conflitto, azione e obiettivo, ovvero i tratti salienti del plot.
Ogni autore legge al gruppo la propria proposta. Una sola proposta viene scelta dal gruppo all'unanimità o attraverso votazione.
FASE 2 – IMPROVVISAZIONE
Opportunamente preparati attraverso un training fisico, i partecipanti metteranno in scena il plot in un'improvvisazione guidata. In questa fase c'è una forte componente di gioco atta a liberare la creatività, produrre situazioni inaspettate e sorprendenti, sviluppare relazioni tra i personaggi, generare imprevisti. Tutti questi elementi vanno a nutrire la sceneggiatura di caratteristiche originali che non vedrebbero la luce in una scrittura a tavolino. L'improvvisazione è guidata affinché potenziali interazioni, situazioni o spunti drammaturgici vengano stimolati e sviluppati. Alla fine dell'improvvisazione ogni partecipante appunta gli elementi interessanti emersi e li condivide con il gruppo.
FASE 3 – COPIONE
Dopo l'esperienza pratica, il gruppo delinea la struttura della drammaturgia, come una scaletta che si fa via via più dettagliata. I punti della scaletta vengono racchiusi in scene. Quindi, ogni scena comprende uno, due o tre punti della scaletta.
Ogni scena viene affidata a una coppia o a un sottogruppo di autori/ici che la mettono per iscritto e la leggono poi al gruppo.
Dopo la lettura di tutte le scene si eliminano eventuali incongruenze tra una scena e l'altra, si integrano spunti emersi nella scrittura e si fa un lavoro per rendere omogeneo l'elaborato.
Modulo III: Marketing e comunicazione
IL MARKETING E LA COMUNICAZIONE
Il Marketing è la pianificazione aziendale o la strategia del mercato e le sue quattro leve sono: prodotto, distribuzione, prezzo, promozione. Per realizzare uno spettacolo teatrale e/o evento artistico bisogna mettere in evidenza la definizione del progetto artistico e la relativa pianificazione di realizzazione; chiarire gli obiettivi da raggiungere; il Prodotto da realizzare, da dove nasce la volontà produttiva.
Il progetto artistico è un documento essenziale creato dal Direttore artistico, che illustra i criteri e le caratteristiche dell’evento; tale progetto occorrerà all’intera organizzazione per la produzione e la promozione dell’evento.
La Politica Commerciale consiste nella dislocazione dei punti vendita, nei sistemi, nelle modalità di acquisto dei biglietti e soprattutto nei prezzi, avendo sempre presente valutazioni di tipo organizzativo e di budget. Quando parliamo si parla di politica commerciale si fa riferimento al marketing ed entrambi rispondono al seguente principio del Mercato: Domanda ed Offerta.
Il piano di comunicazione inizia da due presupposti fondamentali:
- Comunicare all’esterno il contenuto dell’evento;
- Garantire un ritorno d’immagine positivo, una visibilità, sia al prodotto sia a tutti i protagonisti del progetto.
E’ possibile strutturare il pano di Comunicazione seguendo gli obiettivi principali:
- Produrre informazione;
- Acquisire pubblico;
- Vendere biglietti;
- Garantire un ritorno d’immagine;
- Assicurare visibilità al
Identificato il target, gli obiettivi di marketing, il piano di Comunicazione si deve tradurre in azioni di:
- Informazione;
- Persuasione;
- Induzione all’acquisto;
- Messaggio;
PROMOZIONE E COMUNICAZIONE
Per poter promuovere, sponsorizzare, pubblicizzare uno spettacolo, non può far a meno dei Mass- Media e Nuove Tecnologie. Per diffondere al massimo il progetto artistico è necessaria la figura di
Manager della comunicazione, forma un team di lavoro, che si occupa dei seguenti ambiti:
comunicazione, pubblicità, ufficio stampa e relazioni esterne.
Il messaggio promozionale deve essere semplice, diretto, immediato e di base deve possedere delle caratteristiche (ES. colori, giochi di luce) che lo redano accattivante, piacevole, competitivo rispetto agli eventi artistici e/o teatrali che son di concorrenza. Bisogna utilizzare una strategia di visibilità attraverso l’utilizzo di tutti quegli spazi pubblici fruibili (intensità di traffico e affluenza di transito pedonale), in questo modo si rende noto il prodotto artistico. La visibilità si può anche ottenere attraverso affissioni, pubblicità dinamica, su impianti speciali e di arredo urbano.
I Mezzi Pubblicitari sono:
- Organi di stampa;
- Emittenti radiofoniche;
- Emittenti televisive;
- Pubblicità
Docenti:
Luca Gatta: regia e recitazione Francesca Esposito: drammaturgia Gerardo Gatta: maketing
Raffaella Bellezza: organizzazione e comunicazione
Durata: Novembre/Giugno
